ONAV Novara: i Vini Bianchi che non ti aspetti

La Delegazione ONAV di Novara ha proposto nella sala Guglianetti del Municipio di Sizzano una degustazione di vini bianchi particolari, caratterizzati dai con una longevità inaspettata per il tipo di vino.Tale longevità deriva dalla tecnica di vinificazione in riduzione, introdotta in Australia negli anni 70 e diffusa rapidamente nel mondo. I vini prodotti con tale processo sono di norma freschi ed intensi, con predominanza di aromi varietali. Il processo di vinificazione in riduzione si basa sul principio di evitare il contatto con l’aria, evitare gli agenti ossidanti, rimuovere l’ossigeno eventualmente entrato in soluzione nel vino. Nel processo è fondamentale inoltre la misura e il monitoraggio costante dello stato di ossidazione del vino.

Ha condotto magistralmente la serata il Prof. Enologo Luigi Bertini, che ha ricordato la teoria dei profumi e degli aromi nei vini e ha dato cenni sul processo di vinificazione in riduzione. Quindi ha presentato una selezione di sei vini di grande pregio che, pur avendo cinque o sei anni, mantengono una incredibile freschezza ed  hanno una longevità di almeno dieci anni. La degustazione proposta è iniziata con il Soave Classico DOC 2015 La Frosca della Cantina Gini. La denominazione “Classico” contraddistingue il Soave prodotto solo nella storica zona collinare in cui tradizionalmente si coltiva l’uva Garganega. Questo vitigno è utilizzato al 100% in questo vino, cresce su terreno vulcanico, in un microclima caratterizzato da elevate escursioni termiche riesce ad estrarre da queste uve un bouquet variegato ed elegante. Il colore è giallo paglierino con riflessi verde-oro; il profumo è elegante e complesso con note minerali, fiori di acacia, pesca bianca e pera. Il sapore è salino e piccante, con sentori di pietra focaia e una spiccata mineralità. Sentori di mela gialla, limone, pesca bianca, mandorla. Deciso e setoso, di grande equilibrio. Vino adatto all’invecchiamento, che si abbina a primi piatti a base di pasta, pesce, carni bianche da cortile e formaggi.

Il secondo vino è stato il Fiano di Avellino DOCG  2015 More Majorum della storica Cantina Mastroberardino. Il vino è prodotto con uve di Fiano di Avellino selezionate da un unico vigneto; il nome rappresenta un omaggio alla tradizione delle vinificazioni dei bianchi in Irpinia: da qui il nome, che rievoca appunto “il rispetto delle usanze degli antenati”. Di colore giallo paglierino intenso ha un profumo complesso, dalle note minerali e speziate che si fondono con quelle floreali di tiglio e acacia, miele e erbette aromatiche; il sapore si caratterizza per note minerali che ricordano l’albicocca e la scorza d’arancia sono seguite da un lunghissimo finale di nocciola tostata. L’abbinamento è con mozzarella di bufala e portate a base di pesce e crostacei, primi piatti pasta e risotti ai frutti di mare o base di legumi e verdure, carni bianche e formaggi freschi e stagionati. Il produttore assicura una longevità di trenta anni.

Il terzo vino è stato il Collio Chardonnay DOC 2016 “Vigna Runc” della Cantina Il Carpino, a Sovenza, frazione di San Floriano del Collio, proprio a ridosso del confine con la Slovenia. Il vino presenta un colore giallo paglierino dai riflessi dorati; il naso richiama note di agrumi e frutta gialla, mentre in bocca è fresco e sapido, intenso tanto da avvolgere il palato con un sorso lungo e fruttato. Fresco ed intenso, sposa bene piatti di pesce cotto al vapore.

Il quarto vino è stato il Roero Arneis DOCG 2015 Enritard della cantina Cornarea; è un vino nato dall’idea di far provare ad un pubblico abituato a consumare il Roero Arneis giovane, la complessità che il Roero Arneis Cornarea assume con l’invecchiamento. Il nome Enritard, sta ad indicare un imbottigliamento “in ritardo”: il vino viene affinato in vasca di acciaio per 2 anni prima di essere imbottigliato. La permanenza su lieviti dell’Enritard è di 6 mesi. Di colore paglierino, presenta profumi di frutta e fiori bianchi, con un sapore di pera, con un sapore sapido e minerale derivante dal terroir ricco di Magnesio. L’ Enritard si può abbinare oltre che al pesce, anche alla la carne grigliata e a formaggi di media stagionatura.

Il quinto vino è stato il Friuli Isonzo DOC 2014 Malvasia Istriana “Dis Cumieris” della Cantina Vie di Romans, una tra le aziende vitivinicole italiane più riconosciute e apprezzate a livello internazionale, gestita da oltre un secolo dalla famiglia Gallo. Il vino è fatto con malvasia istriana al 100%. Di colore giallo paglierino brillante, al naso evidenzia fiori bianchi, agrumi e note speziate di pepe bianco. In bocca è morbido, equilibrato, con i sentori fruttati del naso, con un finale fresco e persistente. Si abbina molto bene con piatti a base di pesce e a preparazioni con verdure.

L’ultimo vino è stato jl Pantelleria Bianco DOC Yrnm 2014 della Cantina Miceli, ubicata a Sciacca e Pantelleria. Il nome è quello con cui i Fenici chiamavano Pantelleria. E’ fatto con uve Zibibbo, detto anche Moscato di Alessandria. L’aspetto visivo è giallo paglierino carico, mentre all’olfatto si presenta intenso, aromatico con note di agrumi e fiori. Il sapore è aromatico, avvolgente, fresco, molto morbido e persistente con una grande struttura e buon grado alcolico. Ottimo come aperitivo, si abbina con piatti a base di pesce e crostacei.

Giuliano Musetti

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