“Tra la terra e il mare”: i vini liguri al Vinitaly

Between land and sea” sta scritto su una grande insegna al Padiglione 12 del Vinitaly, incipit dello stand Liguria, organizzato da Enoteca Regionale Liguria e UnionCamere Liguriaè ampio e ben organizzato. Presentate 73 aziende e 123 etichette: 29 aziende dalla provincia di Imperia, 11 aziende dalla provincia di Savona, 4 aziende da Genova, 25 aziende dalla provincia della Spezia.

Il settore vitivinicolo ligure – dice l’assessore regionale all’Agricoltura Stefano Mai – è, da ormai qualche anno, particolarmente dinamico e vivace; la qualità è in costante crescita. E aggiunge che, se la viticoltura ligure, spesso caratterizzata da una buona dose di “eroismo”da parte dei produttori, non può produrre grandi numeri, può, però, puntare sulla qualità e confermarsi anche un ottimo strumento di promozione del territorio.

Tra le uve a bacca bianca il vitigno più diffuso in tutte e quattro le province liguri è il Vermentino, seguito dal Pigato e Lumassina per la provincia di Savona, il Bosco e l’Albarola per La Spezia, la Bianchetta e il Moscato per Genova.

Come mi spiega uno dei produttori aderenti al progetto, Marco Foresti ” abbiamo creato una rete di 25 aziende vinicole e olivicole con un obiettivo comune, quello di valorizzare la promozione dei prodotti tipici del ponente ligure, una fascia di terra collinare affacciata sul mare e protetta dal freddo dove vitigni e uliveti regalano fragranze uniche.

La nostra sede, quella dell’Enoteca regionale della Liguria oggi è situata nel verde della valle di Arroscia, de nel cuore di Ortovero, la zona di un vitigno autoctono particolare, il Pigato, che ci contraddistingue e che è coltivato solo da noi sia lungo la costa che nelle valli dell’entroterra, in una piccola area geografica compresa tra Albenga e Imperia. Il suo nome deriva dall’espressione ligure “pigau” ovvero macchiato e sta a indicare la puntinatura color marrone che appare sugli acini maturi.”

Ma, oltre il Pigato, la Liguria ha conservato un ricco patrimonio di antiche varietà: l’Albarola, il Bosco, la Pollera nera, il Vermentino, la Bianchetta genovese, lo Scimiscia, la Lumassina, la Granaccia ligure, il Rossese di Dolceacqua, l’Ormeasco.

Tutti vini in degustazione, spesso accompagnati da una dimostrazione di Pesto Genovese al Mortaio ad opera dello chef Fabrizio Barontini.

Enrica Bozzo

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