Trento Doc si prepara a presentare il mondo spumantistico trentino e le nuove annate durante il prossimo Vinitaly

Una chiacchierata con Sabrina Schench, responsabile Istituto Trento Doc.

Quale è la mission e quali gli obiettivi principali dell’Istituto Trento Doc?

L’Istituto Trento Doc ha lo scopo di promuovere su tutto il territorio nazionale ed anche all’estero l’immagine e la notorietà della Doc Trento e pertanto la qualità, l’origine, il metodo e la diffusione dello spumante di sicura origine trentina, ottenuto con il metodo classico. Oggi sono 49 le case spumantistiche associate con alcune di nuove in ingresso, previste durante il 2018.

Come qualificherebbe il Trentodoc e i suoi punti di forza rispetto ad altri metodo classico italiani?

Trentodoc vanta alcune caratteristiche uniche nel panorama della spumantistica classica italiana. Prima di tutto una lunga tradizione: in Trentino si fa metodo classico da oltre 150 anni e proprio qui è nata la prima Doc riconosciuta in Italia per questa tipologia di vino, una delle prime al mondo. Poi, Trentodoc vanta un territorio di provenienza unico, le montagne del Trentino, con le Dolomiti patrimonio dell’umanità dell’Unesco. Più del 70% del territorio trentino si trova oltre i 1000 metri d’altezza e le vigne vengono allevate fino a 900 metri. Le caratteristiche delle uve adatte a diventare Trentodoc, infine, Chardonnay, Pinot nero, Pinot bianco e Menieur permettono lunghissimi invecchiamenti, permettendo così di ottenere dei Trentodoc raffinati, evoluti, eleganti.

Quali strategie di promozione sono adottate sul mercato nazionale e i principali mercati stranieri? Come e con quali criteri vengono definite?

L’Istituto – il cui campo di azione è proprio quello della promozione – propone una pianificazione annuale al Consiglio di amministrazione che la approva e che viene poi ratificata in assemblea. La strategia finora è stata quella di rivolgersi principalmente agli operatori di settore, ai sommelier, ai ristoratori, a coloro che guidano le scelte in termini di vino: da quest’anno, invece, gradualmente stiamo inserendo delle azioni che si rivolgono anche al consumatore finale. Il nostro mercato di riferimento e principale ambito di attività attualmente è l’Italia anche se, recentemente, abbiamo attivato un piano Ocm che si rivolge agli Stati Uniti.

Quali sono le azioni di promozione più importanti attivate nel recente passato e quelle previste per il 2018?

Scegliamo con molta cura le azioni che andiamo a svolgere di volta in volta. Per il 2018 teniamo molto al Congresso Onav che si svolgerà a Trento, durante l’evento Bollicine in Città.

Una sinergia che abbiamo costruito all’inizio con il Presidente Vito Intini e poi con le delegazioni sparse sul territorio di cui siamo molto fieri. Posso nominare anche la partnership con i Master of Wine che sono gli accademici più importanti al mondo per il vino e quella con l’Associazione Italiana Sommelier di cui sosteniamo il Concorso del Miglior Sommelier d’Italia ma viviamo in amicizia durante tutto l’anno. Inoltre, Vinoforum, Merano Wine Festival, insomma, sarà un’annata particolarmente ricca.

Avete previsto delle azioni che favoriscano un rafforzamento della rete tra i produttori? Sono previste delle azioni di formazione nei confronti dei produttori?

L’Istituto non ha alcuna mission commerciale e di formazione, ma il suo ambito è quello della promozione. Il gruppo degli associati Trentodoc è compatto, è un gruppo che cresce, oggi molto unito.

L’Asti Spumante sta sperimentando una versione secca. I produttori di Prosecco si orientano più frequentemente che in passato su versioni brut rispetto al più tradizionale extradry. Anche il Trentodoc si presenta sul mercato in versioni diverse, con una scelta crescente di dosaggi zero e alcune prime proposte di rosé. Quali tendenze di mercato pensate si possano rafforzare per il futuro?

Trentodoc è un metodo classico che, anche grazie al territorio e al clima dove nasce, si presta a lunghe maturazioni sui lieviti. Sta crescendo nelle sue versioni più importanti e strutturate come nelle tipologie dei millesimati e delle riserve che presentano acidità importanti, che si traducono in freschezza e in grande capacità di evoluzione e invecchiamento. Sicuramente è in atto la tendenza dei non dosati e dei rosati, ma forse si sente meno rispetto ad altri territori.

http://www.trentodoc.com/it/news-e-eventi/trentodoc-a-vinitaly-2018_6126_idn

Gianfranco Betta

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