Vale un Assaggio: Altemasi Rosé Brut Trentodoc

Cavit è un’azienda profondamente legata alla regione di appartenenza: il Trentino e ad una delle sue prerogative agricole: la cooperazione. L’immagine che meglio rappresenta Cavit, una grande realtà enologica composta da tante piccole realtà artigianali, è quella della vite che produce grappoli sani solo se le radici e le altre parti della pianta svolgono il proprio ruolo. 

Nata nel 1950 dall’esigenza dei viticoltori della regione di offrire la massima qualità e proporre in modo moderno i propri vini, situata nel cuore del Trentino, a Ravina di Trento, Cavit riunisce undici cantine sociali, collegate ad oltre 5.250 viticoltori distribuiti su tutto il territorio, coprendo così un’area vitata pari a oltre il 60% dell’area vitata del Trentino.

Cavit riceve e seleziona dalle Cantine socie le materie prime prodotte, controllando ogni fase – dalla raccolta, fino alla commercializzazione. Nel corso di settant’anni di attività, la società trentina ha sviluppato un’expertise singolare in cui filiera e sistema si fondono in un virtuoso modello di cooperazione, unico in Italia, sintesi di artigianalità e organizzazione, rispetto per la tradizione e avanguardia tecnologica, sostenibilità e ricerca scientifica.

Cavit raccoglie, esamina e seleziona le materie prime derivanti dalle migliori produzioni delle Cantine Sociali associate sottoponendole ad un severo controllo in ogni fase: dall’affinamento all’imbottigliamento presso la cantina più tecnologica d’Europa. L’alta qualità dei vini Cavit viene testata infine da un “panel” di consumatori.

PICA: viticoltura intelligente ed eco-sostenibile

Fiore all’occhiello del sistema Cavit è PICA, acronimo di Piattaforma Integrata Cartografica Agriviticola, che rappresenta oggi la più avanzata piattaforma tecnologica in Italia per l’implementazione di una viticoltura intelligente ed eco-sostenibile. Inaugurato nel 2010 da Cavit in collaborazione con due dei migliori centri di ricerca del Trentino, la Fondazione Edmund Mach (FEM) e la Fondazione Bruno Kessler, PICA è un progetto ambizioso nato con l’obiettivo di assicurare la migliore gestione e resa delle coltivazioni.

Oggi, dopo una lunga evoluzione e continui investimenti in ricerca e sviluppo, PICA è un modello evoluto di pratiche agronomiche applicato “a pieno regime” che costituisce l’innovativo modus operandi della filiera Cavit. Sotto la regia competente di Andrea Faustini, enologo, coordinatore e responsabile scientifico del team agronomico Cavit, il progetto PICA viene oggi implementato da una squadra di agronomi specializzati e formati sul campo che costituiscono il Gruppo Viticolo Cavit: una struttura interna dedicata che assiste i viticoltori nel presidio e nella difesa dei vigneti per il conseguimento dei migliori risultati di raccolta. L’esperienza e la bravura dei viticoltori trentini vengono dunque supportate da strumenti scientifici e dati oggettivi, per attuare una viticoltura intelligente ed evoluta, pienamente sostenibile.

Altemasi Trentodoc

La linea comprende prodotti realizzati secondo il metodo Classico con la denominazione DOC TRENTO: Riserva Graal, Brut Millesimato, Rosé, Blanc de Noirs e Pas Dosé, il segreto di questi spumanti è legato alle colline più alte del Trentino (tra i 450 e i 600 metri s.l.m), dove maturano le uve Chardonnay e Pinot Nero. In questo angolo di paradiso montano, le uve maturano mantenendo un tenore acido importante, consentendo al vino di affrontare lunghi periodi di affinamento sui lieviti, che per le selezioni Altemasi Graal e Pas Dosé superano i 60 mesi. Le forti escursioni termiche favoriscono il patrimonio aromatico e contribuiscono a rendere lo spumante elegante, fresco e persistente. Altemasi è oggi uno dei marchi più apprezzati ed amati della spumantistica italiana, con importanti premi e riconoscimenti.

Altemasi Rosé Brut Trentodoc 

I vini di questa cuvée provengono da uve Pinot Nero e Chardonnay raccolte nei vigneti di alta collina nei dintorni di Trento e sull’altipiano di Brentonico situati tra i 450 e i 600 m di altitudine, esposti a sud e sud-ovest. Lo Chardonnay è coltivato su terreni prevalentemente di origine fluvio-glaciale, mediamente profondi, tendenzialmente calcarei e ricchi di scheletro. I terreni scelti per il Pinot Nero sono di natura vulcanica, originati sui basalti dell’altipiano di Brentonico, con tessitura di medio impasto e ben strutturati.

L’uva è vendemmiata manualmente e conferita in casse alle cantine dove avviene la vinificazione, realizzata pigiando lentamente solo gli acini interi dello Chardonnay per separare le diverse frazioni di mosto che, inoculato con lieviti selezionati, fermenta a temperature controllate in recipienti di acciaio inox.

Il vino proveniente da Pinot Nero è ottenuto col sistema del “cappello sommerso”, che consiste nel lasciare il mosto a contatto con le bucce fino ai primi segnali di inizio fermentazione; poi si procede a separare solo il mosto facendo proseguire la fermentazione in acciaio inox a temperatura controllata. In questo si ottiene dalla buccia un colore tenue e delicato segno distintivo del Trentodoc rosato Cavit. Nella primavera successiva si effettua la presa di spuma in bottiglia con permanenza sui lieviti dai 18 ai 24 mesi. Alla sboccatura viene effettuato un piccolo dosaggio di “liqueur d’expédition”.

L’Assaggio

Colore rosa tenue con leggeri riflessi ramati, spuma cremosa, perfette bollicine infinite e persistenti. Si esprime al naso con un ampio ventaglio di profumi complessi con note fruttate che ricordano la ciliegia matura, il ribes, la mela rossa e il melograno. Al palato è ricco, con ottimo equilibrio tra sapidità e mineralità e retrogusto molto persistente.

Gradazione alcolica: 12,5 % vol.

Temperatura di servizio: 6-8°C.

Calice consigliato: Trentodoc o champenoise

Abbinamento

Raffinato aperitivo per serate speciali, è ottimo con tartare di salmone, cocktail di scampi e gli originali Tortelli di zucca alla mantovana.

Cantina Altemasi, Via del Ponte, 45 – 38123 Trentohttp://www.altemasi.com/