Vinchio-Vaglio Serra: i Primi 30 anni di Vigne Vecchie

Il progetto “Vigne Vecchie” nasce in un periodo storico particolare quello che, a metà degli anni ’80, con lo “scandalo del metanolo” portò il settore della viticoltura alla quasi totale paralisi. In questo contesto, la cantina sposò un progetto ideato dall’enologo Giuliano Noè: quello di produrre una barbera da vigneti con oltre 50 anni vita.

Un modo di preservare i vigneti con produzioni limitate dall’espianto e nel contempo attuare una politica di alta remunerazione delle uve. In cantina si attivarono tecniche, innovative per quegli anni, rivolte alla qualità quali vendemmia in apposite ceste, controllo manuale e cernita delle uve, vinificazione separata e successivo affinamento in barrique di rovere. L’obbiettivo era quello di ottenere una Barbera importante, fruttata, speziata e con ottime potenzialità di invecchiamento; un vino che diventerà un significativo esempio di come produrre una barbera “importante”, tanto che, nel 2004, venne definita da Carlin Petrini la “Madre di tutte le Barbere”.

In occasione dei primi trent’anni di vinificazione di questo vino, la Cantina ha organizzato, sabato 1 settembre, una verticale di “Vigne Vecchie” di nove annate, dal 2015 fino alla prima etichetta datata 1987, rivolta a una platea di giornalisti nazionali e internazionali.

Note di degustazione:

– Barbera d’Asti DOCG ‘Vigne Vecchie 50°’, 2015, edizione speciale nata in occasione della 50° vendemmia del 2008, si distingue da “Vigne Vecchie DOCG Superiore” per le modalità di affinamento in acciaio e non in barrique come per la tipologia classica. Il vino si presenta con un brillante colore rosso rubino e intensi profumi di frutti rossi (ciliegia), etereo. In bocca evidenzia un’acidità importante e una piacevole sapidità, lungo. Un vino molto giovane ma dalla spiccata personalità.

– Barbera d’Asti DOCG Superiore ‘Vigne Vecchie’, 2015, è il prodotto di un’annata eccezionale (una vendemmia a 5 stelle), che risulta estremamente giovane, dove le note di boisé predominano e, dopo una breve ossigenazione in bicchiere, evolvono in sentori di frutta rossa matura e spezie dolci. Acidità e sapidità sono le sensazioni prevalenti in bocca, finale lungo con enormi prospettive di una ottima potenzialità di evoluzione nel tempo.

– Barbera d’Asti DOCG Superiore ‘Vigne Vecchie’, 2011, rosso rubino inteso, dai profumi intensi di spezie dolci (cannella, chiodi di garofano) e balsamici, frutti rossi maturi, etero e con note di boisé ancora evidenti. In bocca è complesso, presenta un’acidità equilibrata, tannini dolci e un finale molto persistente.

– Barbera d’Asti DOC Superiore ‘Vigne Vecchie’, 2006, rosso rubino con leggeri riflessi aranciati, al naso leggere note di boisé supportate da sentori di frutti rossi, etereo, buona complessità olfattiva. Equilibrata acidità e sapidità.

– Barbera d’Asti DOC Superiore ‘Vigne Vecchie’, 2001, rosso rubino con riflessi aranciati, al naso si presentano sentori terziari che ricordano il cacao, la cioccolata ma non mancano, nel finale, note fruttate. Grasso, ottima struttura, vellutato, la presenza di un’acidità integrata rendono il vino ancora giovane.

– Barbera d’Asti DOC Superiore ‘Vigne Vecchie’, 1997, rosso rubino con evidenti riflessi aranciati, sentori terziari che si esprimono in note di terra bagnata, frutta sotto spirito. In bocca esprime una bella acidità e leggeri sentori di legno.

– Barbera d’Asti DOC Superiore ‘Vigne Vecchie’, 1990, predominano alla vista i riflessi aranciati, all’olfatto leggera ossidazione, note di cuoio e di te nero. Elegante, molto equilibrato, vellutato, inteso. Vino di una annata eccezionale.

– Barbera d’Asti DOC Superiore ‘Vigne Vecchie’, 1988, il campione degustato evidenziava note ossidative.

– Vino da Tavola Rosso ‘Vigne Vecchie’, 1987, il prodotto del primo anno di vinificazione della tipologia “Vigne Vecchie” che, per la sua vinificazione e affinamento a quel tempo innovativo (utilizzo della barrique), non venne presentato per l’attribuzione delle DOC, in quanto non sarebbe stato capito e non avrebbe ottenuto l’idoneità. Un vino che ha sorpreso positivamente i presenti per la sua freschezza e la sua ancora ben presente acidità, con profumi che ricordano il cuoio, il cioccolato, il cacao e nel finale note balsamiche.

Si può concludere che l’ambizioso progetto, nato nel 1987, oltre aver raggiunto tutti gli obbiettivi proposti e ottenuto ottimi risultati commerciali, ha dimostrato anche le grandi potenzialità di evoluzione positive nel tempo della barbera come dimostra il millesimo 1987.

Ezio Alini

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