La storia del Vino entra nelle scuole

“Il Bere consapevole: il vino fra i giovani attraverso l’istruzione e la cultura”, progetto di comunicazione concertato dalla Consulta Nazionale del Vino Italiano – Co.N.V.I. con il Provveditorato degli Studi della Lombardia, esordisce a Brescia, città pilota nell’esperimento nazionale, con pieno successo! Non era così scontata la risposta giovanile, nelle due giornate d’esordio previste e l’umana preoccupazione aleggiava fra gli organizzatori, ma il risultato è stato oltre le aspettative ;120 ragazzi all’Istituto Professionale Mantegna e 100 all’Istituto di Scienze Umane De Andrè.

IMG_0379L’obiettivo del progetto “il Bere consapevole…” ideato da Co.N.V.I. , è quello di parlare ai ragazzi di vino e cultura, perché il vino è parte integrante della storia e dell’identità nazionale d’Italia. Spiegare ai giovani cosa vuol dire fare un prodotto di qualità, diffondere una corretta educazione al consumo, fornendo loro gli strumenti per avvicinarsi al vino in modo intelligente.

La prima lezione è stata aperta dal Prof. Mario Maviglia, dirigente reggente dell’ Uff. Scolastico Regionale per la Lombardia, che puntualizza l’importanza per la nostra cultura di alimenti come il vino ed il pane, ripresi nei secoli con connotazioni anche relegiose.
I Presidi, prof. Giovanni Rosa per l’Istituto Mantegna e prof. Rita Venuta per il Liceo De Andrè, completano l’apertura con riflessioni sul binomio Vino e Cultura e sul ruolo dato nei secoli al Vino, che spesso accompagna la vita nei momenti di rinascita.

IMG_0384
prof.ssa Stefania Bainguera

Nelle due scuole si è parlato di “Vino, storia di una passione antica” a cura di due appassionate docenti, quali la prof.ssa Stefania Bainguera all’Istituto alberghiero Mantegna e Chiara Giannotti, che ha parlato al Liceo di Scienze Umane De Andrè. Un racconto storico e inedito, che si è sviluppato dalle profondità della storia con aneddoti, citazioni e immagini di reperti antichissimi. Una lezione fluida e mai noiosa di come il vino possa essere messaggero e testimone, oltre che di sensazioni organolettiche, del passato, della cultura e della religione dell’uomo.

La storia del vino risale ad un passato lontano in cui gli uomini del Caucaso (Georgia e Armenia) hanno trovato il modo di addomesticare la Vitis sylvestris, selezionando la Vitis vinifera; la Genesi racconta che 6000 anni fa quando l’arca di Noè si arenò sul monte Ararat, Noè per prima cosa piantò la vite. Non è solo leggenda, perché prima ancora Gigalmesh , scampò al diluvio ripiantando le prime pianticelle di vite salvate. Quindi fu un veloce susseguirsi di invenzioni come qulla della terracotta che permise di conservare il vino e di trasportarlo. La coltivazione della vite si spostò nel bacino mediterraneo raggiungendo la Mesopotamia, la Grecia, l’Egitto, dove, affreschi rinvenuti nelle tombe, ci raccontano che gli Egizi avevano affinato la tecnica di allevamento della vite e la produzione di vino, addidittura segnandone le vendemmie più importanti sulle giare ritrovate nelle secolari piramidi.

Il vino è stato l’elemento comune della civiltà del Mediterraneo: in Grecia fu la bevanda degli Dei; in Fenicia l’oggetto più desiderato di commercio, il mitico vino Biblino; le tracce nella letteratura, come l’Odissea di Omero, ci riportano ai primi insediamenti di vino nella Magna Grecia e in particolare in Sicilia. Nel frattempo coloni greci avevano fondato le loro colonie (VIII sec. a.C) in Calabria, da qui la diffusione dei vini più importanti anche ai tempi d’oggi, come il Sangiovese. Frodi odierne e frodi antiche; il vino non ne è stato immune! Il vino di Kos, il più pregiato del Mediterraneo, è stato imitato dai Romani. Analisi sulle particolari anfore che lo contenevano hanno dimostrato che solo il 2% delle stesse era di produzione greca e, conseguentemente, anche il vino in esse contenuto.

vino-romano-6A Roma il vino veniva venduto nei locali pubblici, di cui si trovano testimonianze ad Ostia Antica, a Pompei e ad Ercolano. Nella taberna di Edone sono riportati i prezzi del vino sul muro, mentre l’aperitivo di Pompei, il mulsum prevedeva vino, miele, pepe e garum.
Una relazione ampia, corredata da foto, filmati, nel corso della quale gli studenti sono stati chiamati a partecipare con domande e con provocazioni: bel risultato, non è vero che gli studenti rifuggono dalla cultura, dipende da chi e da come gliela si propone!

La prof. Anna Ida Zappella che collabora con il prof. Maviglia, assicura che “il percorso culturale per avvicinare in maniera consapevole i ragazzi al vino continuerà negli altri istituti di Brescia e provincia, scelti come esperimento fra i 50 in tutta la Lombardia, che si sono proposti”.

I prossimi appuntamenti del “Bere consapevole: il vino fra i giovani attraverso l’istruzione e la cultura”
23 novembre 2015 ore 10.00 – Istituto Pastori, Brescia, relatore prof.ssa Stefania Baiguera
30 novembre 2015 ore 10.00 – Istituto Superiore, Idro (BS), relatore prof.ssa Stefania Baiguera
01 dicembre 2015 ore 10.00 – Istituto Superiore Capirola, Leno (BS), relatore dott. Giorgio Pennazzato
10 dicembre 2015 ore 10.00 – Istituto Superiore S.Caterina, Gardone Riviera, relatore dott. Giorgio Pennazzato.

Teresa Bordin

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.