ONAV Trento consegna diplomi agli aspiranti Assaggiatori

Pur con le dovute cautele, nella consapevolezza che l’allentamento del lock down non può significare un “liberi tutti”, ONAV Trento ha deciso una prima iniziativa non in modalità on line.

D’altro canto la consegna dei diplomi agli aspiranti assaggiatori che avevano concluso il corso proprio nel mese di febbraio, alla vigilia dello stop a qualsiasi iniziativa sia al chiuso che all’aperto, non poteva certo realizzarsi in modalità virtuale, come ha fatto notare anche il delegato provinciale Luca Miorandi, accompagnato nella consegna dei diplomi da Cristina Battorti, delegata di Vicenza e già consigliera nazionale.

Siamo stati graditi ospiti della Cantina Salizzoni a Calliano, ubicata in centro al paese nel settecentesco palazzo Valentini. Proprio ad un Valentini di Calliano è fatta risalire la prima produzione e commercializzazione nel 1899 di uno “champagne” locale esportato alla corte di Vienna.

Cinque ettari di vigneto nei comuni di Nomi, Calliano e Isera hanno permesso a Valter Salizzoni di aprire la cantina nel 1986, ora coadiuvato dal figlio Luca, diplomatosi enologo all’Istituto Agrario di San Michele. Più di una decina le referenze presenti in cantina, che esprimono pienamente il territorio della Vallagarina, dal Marzemino al Moscato giallo di Castel Beseno, dal Lagrein al Pinot Grigio, il vitigno che da alcuni anni risulta il più coltivato in Trentino.

Alla visita alla cantina, un momento di didattica ricco di stimoli e informazioni enologiche, è seguita una degustazione di alcuni vini, iniziando dallo spumante Maybe, un metodo charmat lungo (circa un anno in autoclave) di sole uve Chardonnay di alta collina. Un vino definito dal produttore, a ragion veduta, “gioviale, piacevole, onesto”, secco, di bella freschezza e buon fruttato.

Il Gewürztraminer 2019 è stato particolarmente apprezzato con la sua ricchezza terpenica a sprigionare un ampio ventaglio di profumi, che spaziano dal floreale mieloso di tiglio, ginestra e fiori d’acacia, al fruttato di frutta esotica di mango e ananas, il tutto avvolto in una sottile nota agrumata.

Il Pinot grigio della casa è rappresentato dal Trentino doc Ruländer Perlato 2019, da uve della collina di Castel Beseno, il più imponente e più esteso complesso fortificato del Trentino, di origine medievale ma ampiamente rimaneggiato come fortezza rinascimentale nel cinquecento, che sorveglia dall’alto la cantina e che di notte, grazie alla sapiente illuminazione che lo investe domina la valle come un’enorme astronave sospesa. Color tenue buccia di cipolla grazie ad una macerazione prefermentativa a freddo di una giornata, interessante al naso e con una acidità e sapidità ben equilibrate.

Tra i bianchi spicca anche il nuovo nato Pinot Bianco Riserva 2017che fermenta e matura parte in acciaio e parte in barrique, dall’olfatto elegante a ricordare frutta a polpa bianca, di ottima struttura e buona persistenza, dalla mineralità spiccata in bocca e che al naso ricorda immediatamente la pietra focaia.

Per i rossi due proposte molto interessanti. Un Marzemino Superiore dei Ziresi 2018 che ben esprime le caratteristiche del vitigno e soprattutto l’eleganza e la morbida e calda struttura della sottozona dei Ziresi. Amplificate grazie a circa un terzo di uve appassite e ad un affinamento che combina anfore e contenitori di legno di ciliegio.

E il taglio bordolese Trentino Superiore Rosso Victor 2017 (40% rispettivamente Cabernet Sauvignon e Merlot e 20% Lagrein), dal nome del padre di Valter, scomparso da pochi mesi. Lunga fermentazione di circa tre settimane in acciaio con frequenti rimontaggi e follature e successivo affinamento per 18 mesi in barrique. Buon corpo, con amarena e ciliegia su sfondo di vaniglia. Gusto rotondo, pieno, caldo.

La squisita ospitalità della famiglia Salizzoni è stata arricchita dalla preparazione di alcuni cibi che, dalla focaccia trentina farcita, al risotto al Marzemino, e gli assaggi di Vezzena stagionato e Trentingrana, hanno permesso di valorizzare e apprezzare ulteriormente i vini offerti in degustazione.

Gianfranco Betta