Il Sussurro e il Grido del vino: parlano i vitigni toscani

ONAV Mantova inaugura il proprio almanacco degustativo d’autunno, con un Seminario dedicato alla Toscana. Un inedito patrimonio enologico ideato e curato dal Delegato di ONAV Mantova – Matteo Battisti al suo fianco il Delegato di ONAV Siena – Andrea Frassinetti.

Una rotta la cui deriva risuona del loro eco in sei sessioni, dove si sono toccate le aree del Chianti – Chianti Classico – Brunello di Montalcino – Bolgheri e Cortona – Nobile di Montepulciano e della Vernaccia di San Gimignano.

Un ventaglio panoramico, fatto di 36 assaggi, di approfondimenti, di focus ed elementi imprescindibili, che hanno contribuito a delineare le migliori espressioni dei vitigni toscani, il Sangiovese, il Cabernet Sauvignon, il Merlot, il Syrah e la Vernaccia di San Gimignano, alla ricerca dei loro migliori terroir.

Una tematica comune di tutti gli incontri, è stato lo studio della zonazione dei territori, la classificazione geologica dei suoli, padri dell’entità enologiche presentate, dove le arenarie (macigno), le sabbie e suoli pliocenici fossiliferi e pleistocenici, i calcarei argillosi (alberese -galestro), i depositi marini e alluvionali, le rocce metamorfiche e vulcaniche, sono l’anima d’ogni vino.

Ma il fil rouge è fatto d’incontri emozionali, quelli dell’ascolto della loro voce. Ci poniamo in una terza dimensione e li ascoltiamo assaggiandoli.

Il Sussurro e il Grido del Sangiovese

Il sussurro, un mormorio sommesso e indistinto, lieve e prolungato fatto di foglie di boschi e filari mossi dal vento, di acque correnti, di valli e montagne che si ergono e sfaldano; il rumore di suoli e ciottoli che raccontano questo dolce e quieto essere. Un eco di sabbie, argille, calcari e rocce, che dalla nascita si trasformano nel tempo, dove plasmano la terra che è impronta e anima del corpo di questa e quella pianta di vite. Il piacere che pervade il corpo durante il loro ascolto, il loro assaggio è una ninna nanna, un mantra mentale.

Il grido, un urlo potente e prolungato ad elevare la voce del successo, la proclamazione di fama e notorietà, uno strillo di potenza e sconfitta, che rialza ad ogni volta la china; i gridi acuti e prolungati ai richiami di battaglie, sfociate in continue sorprendenti vittorie di caste e padroni, di Doc e Docg, di terre e confini. La potenza del calore del vino che scalda la terra e il cuore e che accomoda il suo ingresso ad ogni dove.

È stato un gioco a ‘nascondino’ con il Sangiovese, tra lui e noi, dove cercandolo lo trovi, dove le sensazioni sono sfumature d’intensità, di colori e profumi, dove vale la regola che l’espressione in solitudine è la migliore. Se vogliamo sentirlo e odorarlo, deve darsi per quello che è, nella sua semplicità, potenza e coraggio. È difficile da adottare, da crescere, da domare, ma poi la sua voce e s’impone precisa, composta e unica. Il Sangiovese ha capacità di adattamento e conformazione ad ogni territorio e dà il nome alla sua terra, dove la sua forza è la sua Essenzialità.

È l’incontro tra il sussurro e il grido che sprigiona l’essenza dei vini del Chianti e Chianti Classico, di Montalcino e Montepulciano, ognuno con sorti di guerra e pace, di forza e delicatezza, di esuberanza e riservatezza. Un percorso tra gli elementi di area vasta di natura e cultura, elementi locali e l’uomo, all’interno delle zone di Radda in Chianti, Castellina in Chianti, Gaiole in Chianti, Greve in Chianti, proseguendo nella Val d’Arno, di Carmignano e Pomino. Scopriamo nel lungo cammino del Chianti Classico la realtà dell’enologia Kosher, dove la disciplina di produzione del vino è di esclusività di ebrei osservanti. Tra strade e percorsi, un punto di sosta nelle terre di Montepulciano, ad incontrare Le Cantine di Maria Caterina Dei per una verticale strepitosa del suo Nobile di Montepulciano.

Osserviamo i territori collinari di Montalcino, formatisi in ere geologiche diverse, hanno suoli estremamente mutevoli, che grazie al clima mediterraneo e all’influenza del Monte Amiata, determinano microambienti climatici molto diversi tra loro. Sarà la storia dal ‘900 ad oggi a declinarne tuttala sua bellezza, con Tancredi Biondi Santi e Fattoria dei Barbi, al 1932 ove Montalcino ottiene il primato ‘legislativo’, ossia poter chiamare Brunello solo il vino prodotto e imbottigliato nell’omonimo comune.

Se invece ascoltiamo la stretta di mano del Cabernet Sauvignon, lei ti accompagna nella storia di un vino famoso e non di un territorio. Percorri le tracce nelle terre del Castello di Bolgheri, di Castagneto Carducci, di Castiglioncello e Donoratico dei bottiglieri marchesi, i Gherardesca, gli Antinori e Incisa della Rocchetta, ma la storia viticola è fatta da fattori e braccianti, di sudori e fatiche senza corone. La sua stretta di mano è possente, ne senti il muscolo, la forza, è persistente, non molla la presa. Percorri il cammino con lui tra la pineta e la macchia mediterranea, dove le brezze di rosmarino e salvia profumano il viso, dove la frutta rossa è la sua impronta, dove l’aroma del legno è delicata, impercettibile. Sulle labbra tra un respiro e l’altro si depone una ruvida sabbia. Il suo fluido è porpora, scuro e impenetrabile. La mano ti lascia, con grande eleganza, vorresti non perderla, l’acidità che sostiene il defluirne, ne richiama l’incontro.

S’intravede anche un’espressione del Cabernet Franc, un’interpretazione di Bolgheri dalle grandi emozioni, una gentil carezza di dama, dove la congruenza e la consapevolezza ne esaltano l’identità.

Un’attenzione è posta al Syrah, un ricordo di Cortona paese medioevale in Val di Chiana, zona collinare di origine fluviale, a matrice argillosa. Origine legata al Conte di Montecarlo di Lucca, ai Tenimenti Luigi d’Alessandro e al giovane Stefano Amerighi. La zona di Amerighi è argillosa sabbiosa, regala connotazione speziate, colora il bicchiere oltre l’inchiostro, note elegantissime floreali e del frutto, un vino sottile, balsamico, un capolavoro al naso, setoso amaricante, non aggressivo, agrumato che riporta freschezza, dove si coglie l’eleganza del Syrah. L’area di Fabrizio Dionisio è fatta di terreni più ricchi di scheletro, galestro, ciottoli, nei quali derivano colori generosi, frutti predominanti, note di eleganza del vitigno, ha più potenza che eleganza, un bello spettro olfattivo, una bocca composta grassa, un tannino centrato, opulento, grande struttura, freschezza e acidità e lunga persistenza.

Due passi nella Vicina Val di Cornia, dalla geologia molto complessa, composta dai terreni più antichi dell’alta Maremma, dove il Merlot ha trovato il luogo capace di esaltare la potenza ed eleganza.

Con la Vernaccia di San Giminiano camminiamo sulla Via Francigena, lo schema e le regole del gioco cambiano, la sua storia viene raccontata con la collaborazione di Simone Montagnani, è un gioco geometrico, che regala una simmetria perfetta fra olfatto e gusto. Troviamo congiunzioni lineari tra la discrezione e introversione, tra eccitazione vitalità e rigoglio. Un vino dal volto rotondo d’un fascino sottile, ha ritorni aromatici precisi e coerenti. Una vera grandezza d’espressione.

È stato uno saliscendi nelle terre toscane, dove le parole e i respiri non bastano, ma le emozioni ti pervadono.

Paola Ghisi

In degustazione:

1 Il Chianti 1° parte

Chianti Classico D.O.C.G. Gran Selezione 2015 – Castello di Radda

Chianti Classico D.O.C.G. Riserva 2016 – Val delle Corti

Chianti Classico D.O.C.G. Riserva 2017 – Fattoria Poggerino

Chianti Classico D.O.C.G. Gran Selezione 2016 – Vallepicciola

Chianti Classico D.O.C.G. – Riserva 2016-  Fattoria Pomona

Toscana Rosso IGT “Montevertine” 2016 – Montevertine

2 Il Chianti 2° parte

Chianti Classico D.O.C.G. Riserva – Terre di Seta

Chianti classico Le Vigne Riserva 2015 – Istine

Chianti Classico Gran Selezione S. Caterina 2016 – Castello di Albola

Chianti Classico Gran Selezione DOCG – Vallepicciola

Chianti Classico Gran Selezione Colledilà 2017 – Castello di Brolio

Chianti Rufina DOCG – Az. Castello del Trebbio

Chianti Colli senesi 2018 – Cesani

3 Brunello di Montalcino

Brunello di Montalcino DOCG 2001 – Az. Fattoria dei Barbi

Brunello di Montalcino DOCG 2010 Az. Biondi Santi

Brunello di Montalcino DOCG “DIECI” 2007 – Az. Pertimali

Brunello di Montalcino 2015 – Az. Pietroso

Brunello di Montalcino 2015 – Az. Potazzine

Brunello di Montalcino 2013 “Fornace”- Az. Ragnaie

4 Bolgheri e Cortona

Bolgheri DOC 2019 – Lo scalabrone -Guado al Tasso Antinori

Bolgheri DOC ” Castello di Bolgheri” – Az. Castello di Bolgheri

Bolgheri DOC Grattamacco 2015 – Az. Grattamacco

Bolgheri Sassicaia DOC “Sassicaia” 2004 – Tenuta San Guido

Bolgheri DOC 2009 Dedicato a Walter- Az. Poggio al Tesoro

Toscana Rosso IGT – Az. Petra

Cortona DOC – Az. Stefano Amerighi

Cortona DOC – Il Castagno – Az. Dionisio

5 Nobile Montepulciano e l’evoluzione del Sangiovese

Nobile di Montepulciano DOCG 2017 – Cantine Dei

Nobile di Montepulciano DOCG 2016 – Cantine Dei

Nobile di Montepulciano DOCG 2013 – Cantine Dei

Nobile di Montepulciano DOCG 2012 – Cantine Dei

Nobile di Montepulciano DOCG 2010 – Cantine Dei

Nobile di Montepulciano DOCG 2007 – Cantine Dei

Nobile di Montepulciano DOCG 2004 – Cantine Dei

6 La Vernaccia di San Gimignano

Vernaccia di San Gimignano DOCG Riserva Sanice 2017– Az. Cesani

Vernaccia di San Gimignano DOCG Riserva Mareterra 2015- Az. Casa Lucii

Vernaccia di San Gimignano DOCG Riserva L’ Albereta 2017 – Az. Colombaio Santa Chiara

Vernaccia di San Gimignano DOCG Campo della Pieve 2018 – Az. Colombaio Santa Chiara

Vernaccia di San Gimignano DOCG Fiore 2018 – Az. Montenidoli

Vernaccia di San Gimignano DOCG Rialto – Az. Cappella Sant’Andrea

Vernaccia di San Gimignano DOCG Assola 2018  – Tenuta Montagnani