Onav Asti: una serata da Oscar… con i vincitori della Douja D’Or 2019

Anche se i concorsi enologici non sono più di moda, come ha spiegato il Direttore Francesco Iacono, relatore della tradizionale serata mensile sugli Oscar della Douja edizione 2019, quello astigiano resiste e continua a piacere ai suoi affezionati frequentatori. Probabilmente la rigidità delle regole e delle linee guida del concorso (che sono quelle codificate a livello internazionale e approvate dal Ministero competente) non piace a tutti i produttori e a tutti gli addetti ai lavori. Il mondo della comunicazione del vino si muove oggi su altri canali: blog, guide, eventi dedicati, marketing esperienziale.

Tutte possibilità più immediate e meno onerose per chi il vino lo produce e vuole farlo conoscere al di fuori dei confini del suo territorio e della sua regione. Rimane comunque un’esperienza gratificante per gli Onavisti mettere alla prova etichette anche blasonate e vederne confermati punti di forza o scoprirne qualche piccola debolezza. D’altra parte il vino “vive” e quasi mai è uguale a se stesso. Tutte le vendemmie hanno una storia a sé stante e, passando dalla cantina alla bottiglia, quella storia devono sapercela raccontare ogni volta in modo nuovo.

La sezione ONAV di Asti, insieme alla delegata Mirella Morra e al Direttore Onav Francesco Iacono, ha messo dunque alla prova alcune di quelle etichette che hanno primeggiato durante la manifestazione di punta dedicata al vino che si svolge nella città di Alfieri: la Douja d’Or. In abbinamento ai vini, sono stati proposti alcuni formaggi “affinati”, da una giovane azienda astigiana: “Borgo Affinatori”. Lorenzo Borgo, mastro affinatore, ha spiegato la filosofia del suo lavoro: riscoprire formaggi della tradizione e prendersi il tempo per far loro sviluppare quelle caratteristiche ormai tralasciate dalle lavorazioni industriali. La sua selezione per la serata era composta da: cilindrino di vacca, toma d’alpeggio e toma blu di capra.

Gli Oscar in assaggio:

Asti Gancia Cueée Docg 24 mesi Metodo Classico: Freschezza ed eleganza. Il naso predispone alla sua cremosità in bocca. Bouquet armonioso con note leggere di fiori bianchi, di miele, di salvia. All’assaggio rispetta le aspettative con la cremosità annunciata e con note finali di caramello, tipiche del moscato.

Alta Langa Riserva Docg 2010 Alasia Brut: assemblaggio tra Pinot Nero e Chardonnay. Sboccatura autunno 2018.Giallo brillante con sfumature tendenti al ramato. Al primo impatto olfattivo fa sentire forte il lievito. Emergono poi in seconda battuta note di mela acerba ed erbacee, dimostrando ancora una bella freschezza. In bocca l’acidità ben si combina con la componente zuccherina rendendola molto gradevole. Un vino che lavora sull’eleganza, più che sulla potenza.

Coda di Volpe Sannio Dop 2018 Il Poggio: giallo paglierino un po’ scarico per il vitigno. Al naso si fanno sentire frutti secchi: fico, nocciola. Frutta matura: pesca, albicocca. Un’acidità che rimane a lungo in bocca non è però aggressiva. Conserva un residuo zuccherino pronunciato che ne smorza la forza.

Barbera d’Alba M Doc 2018 Marchisio: Barbera giovane, solo acciaio. Dal punto di vista cromatico è di un rosso cupo. All’olfatto presenta note di frutti rossi con predominio di lampone. In bocca è morbida, vellutata, con pochissime tracce della parte tannica e con sensazioni speziate. Una concezione non tradizionale del terroir.

Nizza Caino Docg 2015 Reggio: primo esperimento della cantina di vinificazione superiore, vince la sfida conquistando l’Oscar. Una leggera punta di volatile non compromette il bouquet complesso: prugna, ciliegia matura, mora, nota tostata, vaniglia. All’assaggio la morbidezza della glicerina avvolge l’intero palato e termina con sapori di confettura. L’acidità, ancora ben presente, trova il suo equilibrio con la parte glicerica.

Nebbiolo d’Alba Doc 2016 Veglio: il colore rispetta la tipicità con una scarsa componente antocianica. Al naso presenta aromi terziari: balsamici, eucalipto, e infine confettura. Tannicità morbida, con acidità ancora viva, non particolarmente astringente e non particolarmente corposo, è elegante ed equilibrato.

Aviè Doc Moscato Passito 2012 Cascina Castlet: Mantiene la fragranza dell’aroma del moscato, accentuata dalle note di miele, albicocca, salvia. In bocca emergono anche sentori di agrumi, di arancia candita che completano quelle sentite al naso.

Ogni Onavista avrà certamente compilato la sua personale classifica secondo le proprie preferenze. I vini presentati non si sono sottratti al giudizio che rimane, in ogni caso, da Oscar!

Carmela Pagnotta