ONAV Alba: i vini dell’Ungheria

La sezione ONAV di Alba (CN) ha organizzato in data 20 febbraio, presso la sala degustazione della Scuola enologica di Alba (CN), un interessante incontro con i vini dell’Ungheria.   

Erano presenti i produttori ungheresi Adam Varkoly e Andràs Gyorffy, che hanno dapprima descritto la realtà vitivinicola ungherese e in seguito presentato in degustazione guidata i seguenti vini:

 Grand Tokaj: Tokaji Furmint secco 2018
 Árpád-Hegy: Tokaji Furmint Király dűlő (Re vigneto) secco 2018
 Árpád-Hegy: Tokaji Sárgamuskotály (Moscato Bianco) semisecco 2019
 Árpád-Hegy: Tokaji Szamorodni dolce 2017
 Grand Tokaj: Tokaji Szamorodni dolce 2017
 Grand Tokaj: Tokaji Aszú 5 puttonyos 2013
 Grand Tokaj: Tokaji Aszú 6 puttonyos 2013
 Árpád-Hegy: Tokaji Aszú 6 puttonyos 1997
 Grand Tokaj: Tokaji Esszencia 2013

Il numeroso pubblico presente – oltre 40 persone – ha apprezzato l’elevata qualità dei nove vini in assaggio; ovviamente l’interesse prioritario degli onavisti era rivolto ai vini della zona del Tokaji.

L’attesa è stata ampiamente ripagata: colori, profumi e sapori sono stati i protagonisti di percezioni sensoriali di altissimo livello. Il lungo appaluso finale ha confermato la soddisfazione dei presenti. Al termine dell’incontro il fiduciario della sezione Emilio Prette ha ringraziato i produttori ungheresi per la grande disponibilità e annunciato le prossime iniziative della sezione: in primavera due incontri sull’Amarone e sul Marsala, con ben 7 tipi diversi dell’eccellenza doc siciliana; inoltre è in programma a breve il corso di formazione di primi livello. 

Tokaji: in Ungheria il nome dice tante cose, una città, una zona vocata, un vino antico e famoso, un metodo produttivo. Tokaji –Heagyaljai è anche il nome di una provincia; significa ai piedi della montagna, come il Piemonte. La zona d’origine è ricca di vulcani spenti che hanno donato al sottosuolo sabbia e argilla particolari, il clima ha un giusto equilibrio tra calore e umidità. Il furmint è l’uva per il Tokaji, unitamente ad altri vitigni minori, tra cui il haarsievelù, più aromatico e in misura minore muscat petit grains.  Non si vendemmia a maturazione, l’uva resta sulla pianta per l’appassimento per 5-6 settimane, in certi casi sino a novembre inoltrato. La botritis nobile trova le condizioni idaeali per lo sviluppo.

A partire dal mese di ottobre si fanno alcuni passaggi in vigna, ma si vendemmiano solo le parti di grappolo botritzzate, i restanti grappoli restano sui tralci. Di norma si fanno 3-4 passaggi, l’ultimo, in c si raccoglie tutto, di norma si effettua entro novembre. In cantina, l’uva botritizzata ed appassita va nella pressa, la resa è molto bassa. Negli acini c’è molto zucchero -anche 350 gr x lt – e poca acqua. Per questo motivo la qualità del Tokaji si misura sulle etichette in” puttonyos”, ovvero il numero di recipienti o piccoli tini da 25 litri di uva botritizzata e pigiata in pasta che sono aggiunti al tino, detto “gonc”, dal volume di litri 136, pieno di mosto di uva non botritizzata. Di norma si aggiungono ovvero 3-5 puttonyons per imitare i vini Auslese del Reno – Mosella con 9 puttonyons si va verso gli eccellenti Trockenbeerernauslese. Con questa procedura di cantina si ottiene la tipologia Tokaji Azslu – letteralmente avvizzito -appassito. Se sull’etichetta invece compare Tokaj -Szamorodni non sono stati aggiunti puttonoyns e il vino è abboccato- amabile in quanto proviene da uve botritizzate e non.  

Ma il Tokaji per eccellenza è quello che porta l’etichetta “Exencia “. L’uva non è neanche pressata, il mosto è solo il superfiore di sgrondo, formatosi unicamente per il peso dei grappoli uno sull’altro. Il prezzo è adeguato: almeno 300 euro per una bottiglia da 500 cc. Arriva anche al 50% di gradazione zuccherina, quindi per la lunga fermentazione si impiegano lieviti speciali. Il vino finito arriva al massimo a 7 gradi e invecchia per 10 –12 anni in piccoli barili di rovere nelle vecchie cantine di Tallya o Erdobenye.  Tokaji “Exencia” è uno dei miti dell’enologia mondiale: infatti il papa Benedetto XIV dopo un assaggio, in presenza dell’imperatrice Maria Teresa d’Austria, disse: “Benedetta la terra che ti ha generato -benedetto sono che ti ho bevuto “

Lorenzo Tablino

 

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