Le imprese vitivinicole al tempo del Coronavirus

L’emergenza Covid- 19 sta determinando un momento molto delicato, una crisi mondiale che porta con sé problematiche di tipo sanitario a cui si affianca un’incertezza economica che tocca anche il settore enogastronomico. Quell’enogastronomia che tanto caratterizza il nostro Belpaese fatto di produttori e di storie da raccontare, di buon cibo, di buon vino e di turismo, oggi è ferma in una sorta di limbo in quello che, ironia della sorte, doveva essere l’anno del turismo per lo sviluppo rurale secondo l’Organizzazione Mondiale del Turismo.

Sicuramente all’interno del settore vitivinicolo le aziende che stanno accusando maggiormente il colpo sono quelle che riforniscono esclusivamente hotel, ristoranti e bar, i canali Ho.re.ca, temporaneamente chiusi, con inevitabili limitazioni della possibilità di aggregazione e di degustazione delle eccellenze territoriali. In questo clima, dove le abitudini quotidiane sono state sconvolte e l’approvvigionamento è diventato sempre più difficile, emerge l’accrescersi a livelli vertiginosi dell’e-commerce soprattutto per quegli esercizi già inseriti nel mondo della vendita digitale, evidenziando però un leggero abbassamento del prezzo medio a bottiglia rispetto a qualche tempo prima.

Ma come stanno affrontando le cantine questa fase critica? Abbiamo parlato con Michele Contartese direttore dell’azienda Castello di Meleto, Roberto Paladin titolare del Gruppo Paladin e Francesco Monchiero, presidente del Consorzio di Tutela Roero. Michele Contartese sottolinea l’importanza di suddividere i reparti che compongono l’attività: “ Abbiamo tre comparti fondamentali che stanno riscontrando ripercussioni in modo differente: il settore turistico è quello che ha subito maggiormente il problema vedendo la disdetta di tutte le prenotazioni fino ad ora effettuate; il settore agricolo continua a lavorare secondo stagione, tenendo conto di nuove regole di distanza tra i collaboratori e di nuovi turni di lavoro per permettere al personale di non operare tutti contemporaneamente; infine il comparto vendita vino ha subito una riorganizzazione dovuta all’ annullamento dei più importanti eventi di settore.”

Dello stesso avviso Francesco Monchiero che aggiunge “gli imbottigliatori vedono il mercato fermo, azzerato ed il grosso della vendita si concentra su vini di prima fascia a prezzi più bassi. Riguardo all’e-commerce abbiamo evidenziato aumenti nelle vendite anche del 100% rispetto all’anno precedente per le aziende già esistenti in questo tipo di mercato, mentre aziende medio-piccole stanno scegliendo il canale social per promuovere la vendita diretta.”

A sostegno della solidarietà sono stati avviati progetti di raccolta fondi accolti anche dai produttori vitivinicoli come racconta Roberto Paladin: “Abbiamo avviato l’iniziativa #Iobevocasapaladin una cosa nuova, appena partita. A questo progetto stiamo dando molta visibilità, con tutti i mezzi che abbiamo, credendo che il vino possa essere anche un mezzo di comunicazione per sviluppare attività di solidarietà. Infatti ogni persona che acquista una confezione di Casa Paladin ha la possibilità di devolvere 15 € a sostegno dell’ospedale Sacco di Milano. #iobevocasapaladin è una selezione dei nostri prodotti più rappresentativi con l’obiettivo di andare a coinvolgere più persone possibili proponendo un assortimento di vini di grande consenso. Un giro virtuale dell’Italia, con un assortimento di 6 bottiglie. Vista la quantità di tempo che avremo ancora a disposizione, vogliamo investire risorse nella formazione del personale, da chi si occupa del ricevimento fino ai commerciali che gestiscono i rapporti con la clientela perché quando sarà il momento di ripartire dovremo essere tutti un po’ più bravi.”

Tutti sono concordi nell’affermare che questa situazione porterà a dei cambiamenti per prima cosa nei rapporti sociali, nel ritrovarsi, nello stare insieme e conseguentemente ad un diverso consumo del vino e, nel campo enoturistico, ci sarà un calo delle presenze di turisti stranieri, grandi consumatori di vino, soprattutto di vini pregiati.

In attesa che tutto riparta nel miglior modo, non resta che ripeterci “Andrà tutto bene”.

Miriam Ardigò

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