WINE&COvid-19: durante e dopo la Pandemia

Questo virus ha infettato tutto e tutti: partito dalla Cina prima di Natale, in meno di tre mesi ha girato quasi tutto il globo spargendo ovunque problemi di salute ed economici. La semina però finirà, questa è l’unica certezza, la vera incognita è quando.

Chiedere delle previsioni, ora, su come sarà l’andamento del mercato del vino 2020 post Covid-19, è impossibile; se non siamo l’indovino Tiresia, è meglio limitarsi ad analizzare la situazione attuale e progettare qualche strategia per ripartire.

Oggi, possiamo dividere le cantine in due categorie: quelle che vendono alla GDO, che hanno visto un incremento delle vendite dei propri vini, e quelle del canale Horeca, il cui fatturato è stato drasticamente ridotto, nel caso dispongano di vendita diretta, se non addirittura annullato.

Alcune, lavorando con entrambi i sistemi, registrano un aumento ed una diminuzione contemporanea della domanda ( stand by significherebbe che sono ferme, mentre se vendono in GDO un qualche fatturato lo hanno). Infine c’è l’ecommerce che, secondo i dati di Winelivery, registra una crescita del 25% nel totale italiano, con 50% derivante dalle vendite a Milano, Torino e Bologna, città più colpite dal Coronavirus.

In questo contesto abbiamo voluto chiedere, alle voci dell’ONAV, la propria strategia per mantenere vivo l’interesse verso il vino anche nel momento attuale: “I nuovi corsi sono sospesi mentre le lezioni teoriche iniziate verranno concluse entro aprile – spiega Francesco Iacono Direttore ONAV- attraverso l’e-learning. La situazione rischia di creare difficoltà al bilancio dell’associazione e abbiamo chiesto quindi agli iscritti che non lo avessero ancora fatto, di rinnovare la quota associativa per consentire di mantenere le attività e ripartire con ancor più energia, quando sarà possibile.

Dopo l’esperienza positiva delle lezioni teoriche on line, stiamo valutando se affiancare l’e-learning ai corsi in sede anche in futuro, per permettere a chi, per problemi di tempo o di lontananza, non può raggiungerci”. Continua il direttore ONAV, Francesco Iacono: “ É stato necessario un adeguamento della didattica all’online per cercare di trasmettere il più possibile il <<contatto uomo/vino>> in cui crediamo e che vede il suo apice nelle degustazioni. ”

Connubio condiviso anche dall’Associazione Produttori del Ruchè, il cui presidente, Luca Ferraris, sostiene l’impossibilità di sostituire le relazioni face-to-face con il virtuale, per cui la loro strategia è semplice: aspettare che la situazione si normalizzi. Nel mentre, sono stati annullati alcuni eventi tra cui la famosa Festa del Ruchè a Castagnole Monferrato, rinviata al 7 – 9 maggio 2021.

Concludiamo questa analisi con uno zoom su alcuni produttori chiedendo se, vista la circostanza, avessero cambiato qualcosa nell’organizzazione aziendale valutando, per esempio, l’ecommerce. Tutti sono d’accordo nel dire che la vendita online non si improvvisa dall’oggi al domani, è necessaria una strutturazione specifica. Tra questi, Luca Ferraris ha preferito affidare il suo Ruchè ad Amazon per permettere ai winelovers di gustare il loro vino anche #restandoacasa.

Conclude Francesco Iacono: “Chi produce vino naturale e chi altro vive del mercato convenzionale si augura che tutto ritorni come prima e quanto prima.” Questa è la speranza della maggior parte degli italiani ma per ora dobbiamo solo portare pazienza.

Aspettare è ancora un’occupazione. È non aspettare niente che è terribile.” Cesare Pavese 

Marika Visentin

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