I vini di montagna della Val di Cembra

Con la collaborazione del Consorzio Cembrani D.O.C. (ironico acronimo di Di Origine Cembrana),

il 19 settembre scorso ONAV Vicenza ha organizzato una degustazione con le eccellenze enoiche di montagna della Val di Cembra (Trento).

Mara Lona, una cembrana D.O.C. (come amano definirsi da queste parti), attraverso 8 diverse interpretazioni ha raccontato le peculiarità che fanno della Val di Cembra un vigneto unico nel suo genere. Non solo per le caratteristiche pedo-climatiche, ma anche e soprattutto per la caparbietà dei vignaioli che hanno saputo individuare le varietà adatte e applicare le tecniche enologiche che potessero far esprimere il meglio dalle uve che lentamente crescono a queste altezze.

Il Consorzio Cembrani D.O.C. sono un sodalizio tra 5 cantine e 2 distillerie che hanno unito le forze con l’idea di ottimizzare le opportunità per lo sviluppo territoriale, culturale e commerciale della Valle di Cembra.

La Val di Cembra è una valle in direzione Nord-Est che si snoda da Lavis, in Valdadige a nord di Trento, attraverso Giovo, Cembra, Lisignago, Faver, fino a scendere per Grumes verso Cavalese e la Val di Fiemme. Una zona con caratteristiche importanti per la viticoltura: l’esposizione al sole data la giacitura dei terreni, una forte escursione termica estiva e una matrice pedologica costitutita in prevalenza da porfido, una roccia eruttiva derivante da magmi a matrice acida, ricca di quarzo, ferro e rame. Cembra da oltre 30 anni, all’inizio di luglio ospita la rassegna del Müller Turghau, probabilmente la più ricca dedicata questo vino varietale.

I vigneti sono coltivati a varietà rosse tra i 150 e i 500 metri di quota (Pinot Nero, Schiava, Lagrein e Teroldego), mentre tra i 500 e i 900 il dominio è assoluto per le uve bianche, in particolare Müeller Thurgau e Kerner, oltre ad una varietà da cui derivano, il Riesling. Il denominatore comune dei vini cembrani è senza dubbio la sapidità, oltre a note vegetali suadenti e una spiccata freschezza. E in questo l’esposizione dei vigneti e la matrice dei terreni hanno una forte influenza.

  1. Cimbrus Brut, uno spumante unico ottenuto da uve Lagarino, un’uva autoctona di cui si rischia l’estinzione. Grazie all’intuito e alla fantasia di Alfio Nicolodi, dal 2008 produce un Metodo Classico che sosta per ben 72 mesi sui lieviti. Questo spumante non è identificabile come Trento DOC per la difforme composizione della base ampelografica della couvée. Senza ombra di dubbio uno spumante esclusivo, soprattutto nelle espressioni gustative.

  2. Trentodoc Oro Rosso in versione rosè, di Cembra – Cantina di Montagna, l’unica Cantina sociale del territorio. Uno spumante che ha riposato per 60 mesi sui lieviti, la cui base varietale per l’80% è costituita dal caratteriale Pinot Nero e per il 20% dal longevo Chardonnay.

  3. Trentino DOC Valle di Cembra Superiore Müller Thurgau di Villa Corniole. Una cantina che si incontra all’inizio della Valle che ha ricavato il locale di affinamento scavandolo direttamente nella roccia porfidica. Un vino austero e molto longevo.

  4. Trentino DOC Müller Thurgau di Cembra – Cantina di Montagna. La rappresentazione ideale di questo vino varietale, così come natura crea.

  5. Vigneti delle Dolomiti IGT Kerner di Cantina Zanotelli. Una cantina gestita interamente da persone giovani e con grande volontà di innovazione, senza perdere il legame col territorio, la loro vera ricchezza. Un vino con aromi fruttati, ma deciso nella freschezza. Con una sapidità a far da arbitro tra le diverse spigolature che si possono percepire.

  6. Vigneti delle Dolomiti IGT 708 km Bianco di Cembrani DOC. Questo vino è ottenuto con il 60% di uve Müller Turgau e il 40% di Riesling. A è interessante sotto il profilo della condivisione anche il fatto di mettere assieme uve provenienti da appezzamenti sparsi tra i “708” km di muretti a secco che sostengono le pareti coltivabili. Potrebbe definirsi la vera essenza del territorio e dei suoi coloni.

  7. Vigneti delle Dolomiti IGT Schiava di Michele Simoni. Un piccolo nuovo vignaiolo per convinzione, dopo aver svolto altre professioni. E un legame con il territorio che gli è stato regalato dal padre, a cui ha voluto dedicare la sua nuova impresa e il suo nuovo stile di vita. Questa Schiava interpreta le più ambiziose intenzioni di un vino che sfrutta al meglio i componenti minerali ferrosi derivanti dalle rocce che hanno dato origine ai terreni delle Valle.

  8. Vigneti delle Dolomiti IGT 708 km Rosso di Cembrani DOC. L’espressione un po’ più completa e autorevole dell’analoga versione in bianco. Ci si trova di fronte ad un vino molto articolato, verace, ma con un’identità da cui ci siamo spesso allontanati, andando in cerca di emozioni anche dove non non si possono trovare.   
    Armido Bertolin