La Bassa Valsusa e suoi vini

In un caldo pomeriggio di luglio, la visita della azienda vitivinicola di Giuliano Bosio ad Almese è stata l’occasione per degustare alcuni vini della sua produzione ma anche per ammirare dal terrazzo della cantina un panorama di indubbio fascino. Tra il frinire delle cicale e gli ulivi sembrava di essere in Alta Provenza se non che nello skylab   svettava la Sagra di San Michele in tutta la sua grandiosità, riportandoci nella realtà valsusina. Bosio, vitivinicoltore entusiasta e coinvolgente, ha da sempre creduto sulla grande potenzialità delle uve autoctone come il Baratuciat, il Becuet e l’Avanà. In particolare è stato con Giorgio Falca il primo, con il contributo Facoltà di Agraria dell’Università di Torino (oggi Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari), a credere e investire su un vitigno autoctono: il Baratuciat.

La degustazione ha interessato il Bianco “GESIA VEJA”, il Rosato “LA GÒJA e il Rosso “LE MUTE”, vini tutti rientranti nella classificazione “Tavola senza indicazione geografica”. Il “GESIA VEJA”, vino bianco vinificato con uve Baratuciat 100% dell’ultima vendemmia, si presenta con un bel color giallo paglierino con riflessi verdolini, brillante, al naso è un’esplosione di profumi, una tavolozza, dove si susseguono prima sentori di bosso e fiori di ginestra, poi fiori bianchi (biancospino) e un finale che ricorda la macchia mediterranea (salvia, rosmarino) non disgiunto da una elegante mineralità. In bocca è complesso, evidenzia un’acidità equilibrata, leggera sapidità con una nota ammandorlata finale, non invadente. La leggera sensazione tattile di CO2 dovuta alla tecnica di vinificazione (permanenza sur lie) rende il vino elegante e serbevole.  

Le sensazioni retrolfattive confermano i sentori ortonasali arricchiti da note balsamiche.  Successivamente si è degustato un altro “GESIA VEJA” (100% Baratuciat, vendemmia 2017) che conferma le sensazioni del precedente campione ma raggiunge una maggiore complessità nei profumi e al palato. Permangono i sentori di bosso e fiori di ginestra a cui si aggiungono la mela verde e note balsamiche. In bocca è avvolgente, morbido, con una nota ammandorlata più evidente. Dimostrazione che i vini prodotti con uve Baratuciat hanno un grande potenziale di evolversi molto positivamente nel tempo. Una parentesi sul vitigno, il Baratuciat è antico vitigno autoctono della Bassa Val di Susa, citato nella storia ampelografica sin dal 1800. Riscoperto e valorizzato negli ultimi dieci anni grazie a pochi esemplari sopravvissuti alla fillossera nella vigna della famiglia di Giorgio Falca in Rivera di Almese. Le ricerche clonali hanno evidenziato che non ha parentela con vitigni conosciuti.

Il Rosato “LA GÒJA”, vinificato con uve Syrah 100%, vino di facile beva, dal bel colore chiaretto rosato con riflessi salmonati, caratterizzato da profumi di rosa canina, piccoli frutti rossi (ribes e lampone) completato da una leggera nota di mela stark matura; moderata acidità, leggera sapidità e un fondo di pepe bianco sono le note prevalenti in bocca. Un rosato elegante e complesso vinificato con uve Syrah maturate in una zona calda.

Il Rosso “LE MUTE”, vinificato con uve Becuet (70%) e Avanà (30%) in uvaggio, si presenta con un bel colore rosso carico, brillante, al naso profumi di frutti piccoli neri maturi (chassis e mirtillo), di susina matura, di marasca sotto spirito e una vena speziata sottile (chiodi di garofano) nel finale. In bocca ampio, grasso, complesso, sapido, l’ottimo equilibrio tra acidità e astringenza lo rendono piacevole alla beva. Un assemblaggio dove la potenza del Becuet si integra perfettamente con la freschezza dell’Avanà.

Altro must all’azienda è la piccola produzione di olio extravergine, da cultivar Leccino e Peranzana, dove il fruttato, il piccante e l’amaro sono sempre in giusto equilibrio.

Ezio Alini

Riferimenti:

Az. Agricola Agriforest s.s. – Giuliano Bosio

Via Morando, 8 – 10040 Almese

Cell:     +39 329 7503934

Web: www.baratuciat.com

Email:  bosio.giuliano10@gmail.