Cronache enologiche al tempo di Covid19: l’az. agr. Brandolini

Numerose sono le realtà vitivinicole cui ONAV è legata, sia per la loro rappresentatività del territorio, sia per la peculiarità dei loro prodotti; spesso sono a conduzione familiare da più generazioni, come l’azienda agricola Brandolini sita in Oltrepò Pavese, a San Damiano al Colle, la cui Malvasia secca, vinificata in purezza, degustata durante i corsi di primo livello, ha spesso attirato l’attenzione degli appassionati onavisti e non solo.

Alessio, il titolare, racconta: L’azienda nasce nella seconda metà del XIX secolo, con il mio bisnonno Carlo, ed è poi passata di generazione in generazione fino ad arrivare a me. Nel 2008, dopo aver conseguito la laurea in Scienze Viticole ed Enologiche, ho deciso di prendere in mano le redini dell’azienda, implementando alcuni cambiamenti. Infatti, volevo che la mia azienda seguisse tutta la filiera produttiva, dal vigneto alla commercializzazione del vino, e così ho iniziato a vinificare tutte le mie uve, producendo i miei primi vini.

Negli anni la filosofia aziendale si è concretizzata nel focus sulla qualità del prodotto piuttosto che sulla quantità, scelta che ci ha portato anche a decisioni molto difficili in alcune annate, ma che ci hanno premiato garantendo ai nostri clienti uno standard qualitativo nel tempo. Inoltre, da alcuni anni, siamo sede di corsi ONAV: il contatto con questa associazione è per noi fondamentale perché ci consente di far assaggiare i nostri prodotti non solo agli specialisti del settore, ma anche ad un pubblico più vasto, che è composto da grandi appassionati che ogni giorno compiono scelte di consumo.”

Prima dell’emergenza sanitaria come si articolava la vostra attività?

Partecipavamo a numerosi eventi sul vino e noi stessi ospitavamo degustazioni e lezioni da parte delle principali associazioni del settore (Fisar, Ais e ONAV), avendo l’opportunità di sfruttare un locale esclusivamente adibito a tale funzione; era quindi piuttosto semplice organizzare questo tipo di attività, che ci consentiva di far assaggiare i nostri vini e di commercializzarli, permettendo ai nostri ospiti di vedere il processo che il vino subisce in cantina e di godere degli splendidi panorami del nostro territorio, ossia l’Oltrepò Pavese.”

Con l’arrivo del Covid 19 cosa è accaduto?

“In questo momento siamo ovviamente chiusi al pubblico per ragioni di sicurezza e in linea con le disposizioni governative. Cerchiamo di soddisfare le esigenze dei nostri clienti, attraverso la vendita online e il recapito a domicilio dei nostri vini. L’attività in campagna e in cantina è proseguita, come tuttora, nonostante le restrizioni del virus, che, però, ci hanno costretti ad operare delle rimodulazioni relative agli orari di lavoro e all’organizzazione delle varie operazioni di produzione.”

Come si prospetta il futuro?

“Il futuro è ad oggi molto incerto. Anche se l’attività di produzione e vendita sta continuando, nonostante il lockdown, risentiamo ovviamente del blocco di bar e ristoranti, perchè il canale Horeca è il nostro principale mercato. Auspichiamo che la situazione possa migliorare affinché il settore della ristorazione possa riprendere la sua attività, seppur nel rispetto delle regole per la sicurezza. Dal momento che gli eventi sul vino saranno fermi per molti mesi, stiamo pensando di organizzare delle degustazioni tematiche per piccolissimi gruppi e delle mini-escursioni in vigna o wine-trekking, non appena le condizioni lo consentiranno e in piena sicurezza per i nostri clienti.”

Un sogno nel cassetto in ambito enoico?

Mi piacerebbe che la mia zona, l’Oltrepò Pavese, fosse adeguatamente valorizzata da un punto di vista eno-gastronomico e turistico, dal momento che ha un enorme potenziale ed è altrettanto attrattiva rispetto a tante altre zone più blasonate.”

Vittoria Rosapane

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